Il Moscato d'Asti Docg

Autore:Nichi Stefi
Editore: Hobby & Work Publishing
Anno: 2004

Incipit:
Di tutti i vini si dice che la loro storia è antica, che risale ai Romani, agli Etruschi e ancora prima in Oriente a popoli lontani; del Moscato si può dire con credibile verosimiglianza che sia il vitigno originario, da cui discendono tutte le altre. Senza dubbio fu la prima ad essere coltivata per via dei suoi profumi intensissimi e della sua dolcezza. Naturalmente non è il moscato che intendiamo oggi, quell’antico vitigno si è trasformato nel tempo nei tanti moscati che popolano le colline che si affacciano sul Mediterraneo ed ognuno ha avuto una vita diversa. Dallo zibibbo di Pantelleria al moscato bianco di Canelli le differenze si notano immediatamente, ma si nota anche una notevole parentela. Qualcosa bisogna però dire sul nome di questa uva, e successivamente di questo vino. Il termine muscus deriva da un’essenza che veniva estratta dalla ghiandola di un piccolo animale indiano della famiglia dei mustelidi e che veniva molto usata in profumeria. Per cui moscato significa semplicemente profumato, speziato.
Questo nome raccoglie una certa fortuna intorno all’anno mille, prima il vino da uve moscato veniva chiamato Apicio, il Columella e Plinio lo denominano Apianae, in tutti e due i casi si fa riferimento alla capacità di attrarre le api per la sua grande quantità di zuccheri e l’intensità non comune degli aromi.