Valle d'Aosta e Alto Piemonte

Autore:Nichi Stefi
Editore: Hobby & Work Publishing
Anno: 2003

Incipit:
 La coltura della vite è da queste parti antichissima e sicuramente di epoca preromana, ma solo nel secondo secolo a. C. possiamo dire che la vite diventa significativa per l’economia agricola della valle, occupando sostanzialmente tutti i pendii della valle centrale percorsa dalla Dora soprattutto quelli del versante sinistro esposti a mezzogiorno e quindi più idonei. Già dai quei tempi si ha notizia di vigneti che si spingono fino ad altezze altrove impensabili. Naturalmente i Romani portarono anche le loro abitudini per cui è credibile che il sistema di coltura fosse quello della vite maritata ad un albero ad alto fusto, e che i vitigni fossero quelli che maggiormente venivano utilizzati nella penisola. Si deve però tener conto che la Valle d’Aosta è una delle porte attraverso le Alpi e il veto di Domiziano prima, le invasioni barbariche poi, cancellarono praticamente la vite dal territorio. Non dimentichiamo che questa valle fu percorsa da tutte le tribù che si susseguirono per più secoli e fu raggiunta e devastata perfino dai Saraceni nel X secolo.
Abbandonate a se stesse le viti rimasero soltanto in pochi appezzamenti di terreno senza che l’uomo vendemmiasse e si riprodussero da seme mettendo così in atto una trasformazione che originò nuovi biotipi e varietà diverse da quelle importate dai Romani ed anche da quelle autoctone.