Giuliano Barbanti

Catalogo a cura di:Nichi Stefi
Titolo: Il fascino discreto dell'assimetrico
Galleria: Lorenzelli, 1974

Incipit:
Il "fascino discreto" dell'asimmetrico sta conquistando anche Giuliano Barbanti, ed è un fatto positivo, questa pittura — così calibrata, così compassata, così misurata — attraverso le sfasature di alcune sagome rettangolari, attraverso l'estroflessione di alcuni segmenti geometrici o la diversa larghezza delle incorniciature esterne, acquista una dimensione nuova, più carica di possibilità espressive, più attuale.
L'artista era partito da una riduzione a zero del fatto pittorico con l'eliminazione del pesante impasto del colore ad olio, e il ricorso a un medium estremamente freddo e impersonale come quello del colore acrilico spruzzato con l'areografo. E questa sottomissione all'esercizio d'un cromatismo estremamente rarefatto (solo una serie di grigi che si estendono fino al bianco e al nero, attraverso gradazioni sottilissime), gli aveva permesso di liberarsi da ogni scoria tonale, da ogni artificio pittoricistico. Ma, raggiunta l'essenzialità della superficie, quadrata, rettangolare, curvilinea monocroma o appena variegata rimaneva un dubbio: circa la possibilità di vitalizzare tale superficie con altre scansioni, che non fossero quelle decisamente cromatiche che avrebbero spostato troppo bruscamente l'asse del dipinto su altre posizioni meno rigorose e coerenti.

1973 - sds 222
acrilico aerografato su tela
, cm. 91 x 90